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Tanto tempo fa, quando le articolazioni facevano male e diventavano rigide provocando dolore, si pensava che vi fosse un’unica origine e si parlava di malattia reumatica o reumatismo.

Secondo l’Arthritis Foundation, con la dicitura “Artropatie” o “Malattie osteoarticolari,” si includono numerose e differenti patologie, che possono colpire le articolazioni e il tessuto connettivo in tutto il corpo. Generalmente causano dolori, gonfiori e spesso diventano croniche. Quelle di tipo cronico-evolutivo e potenzialmente invalidanti, affliggono in Italia circa 5.5 milioni di persone con la seguente distribuzione:

  • Artriti acute, Artrosi, Osteoartrosi (71%),
  • Reumatismi extra-articolari (12,7%),
  • Osteoporosi (7.3%)
  • Artrite reumatoide (1.5%),
  • Spondilo-artriti sieronegative (2%),
  • Gotta (2%),
  • Connettiviti (0,5%),
  • Reumatismo articolare acuto o Malattia reumatica (0,01%),
  • Altro (1,8%).

REUMATISMO

La parola “Reumatismo” deriva dal greco rheo, che significa “scorrere”. Infatti, secondo l’antica teoria degli umori, i dolori ed i disturbi sembrano “scorrere” da un’area all’altra.

Il termine indica varie sindromi relative a visceri, muscoli, ossa e articolazioni. Dal punto di vista scientifico i reumatismi sono malattie che interessano le articolazioni.  È un tipo di patologia che colpisce maggiormente in età avanzata: fra i 18 e i 60 anni solo il 18% della popolazione, sopra i 60 anni l’80% di essa.

Il dolore che chiamiamo reumatismo può essere un semplice torcicollo oppure un disturbo più complesso, come l’artrite reumatoide o la fibromialgia. «Per evitare di sottovalutare una situazione critica, è quindi fondamentale prenotare una visita dal reumatologo, in grado di modificare il decorso della malattia (diagnosi precoce) e rallentare la eventuale distruzione articolare progressiva».

La diagnosi precoce (visita ed ecografia articolare) è fondamentale, perché se non curate nei tempi giusti, circa la metà delle forme più severe di malattie reumatiche va incontro ad una invalidità permanente.

IL DECALOGO

Ecco quindi i disturbi che richiedono qualche accertamento:


1. Dolore e gonfiore alle articolazioni delle mani e/o dei polsi che persiste da più di tre settimane.


2. Rigidità articolare che dura più di un’ ora al mattino, dopo il risveglio.


3. Gonfiore improvviso, associato o meno a dolore e arrossamento locale, di una o più articolazioni in assenza di trauma.


4. Nel giovane: dolore di tipo sciatico fino al ginocchio che va e viene, cambiando anche di lato, che aumenta durante il riposo notturno e si attenua con l’attività fisica.


5. Sbiancamento delle dita delle mani all’esposizione al freddo o per variazioni climatiche o per emozioni.


6. Sensazione di secchezza o di sabbia negli occhi associata a secchezza della bocca e a dolori articolari o muscolari.


7. Arrossamento al viso, su naso e guance o attorno agli occhi, peggiorato dall’esposizione solare anche lieve e associato a dolori articolari.


8. Nell’ultracinquantenne: improvvisa comparsa di dolore a entrambe le spalle, con impossibilità di pettinarsi o allacciare il reggiseno, ed alle anche con difficoltà ad alzarsi da una poltrona, specie se accompagnato da mal di testa e calo di peso.


9. Nella donna in post-menopausa o nel paziente che assume cortisone: dolore improvviso alla schiena particolarmente dopo uno sforzo o il sollevamento di un peso.


10. Nei soggetti affetti da psoriasi o con familiari affetti da psoriasi: comparsa di dolore alle articolazioni o alla colonna vertebrale o al tallone.

DIAGNOSI PRECOCE

Riconoscere al più presto le malattie reumatiche è fondamentale. Solo rallentandone l’evoluzione con farmaci specifici si può infatti cercare di impedire che danneggino le articolazioni fino all’invalidità.«Per questo una diagnosi corretta e tempestiva può cambiare il destino delle persone affette da malattie reumatiche». Nella diagnosi precoce si inserisce a prepotenza l’indagine ecografica che permette se eseguita in mani esperte il rilievo di lesioni osse (erosioni) e sinoviali (sinoviti minime) a carattere preclinico o subclinico quindi un inquadramento precocissimo in grado di cambiare, se curate correttamente, la storia naturale della malattia. 

CONOSCIAMO LE ARTICOLAZIONI

Ogni articolazione si compone di due ossa che si muovono tra di loro. Il punto di contatto delle ossa è ricoperto da una cartilagine articolare e lo spazio in cui avviene il movimento è costantemente lubrificato da un grasso speciale: la sinovia ed il liquido sinoviale. La parte esterna dell’articolazione è protetta dalla  capsula articolare  e la  membrana sinoviale  ne ricopre tutta la parte interna. La  guaina sinoviale  è un manicotto che circonda i tendini dei muscoli che muovono le dita delle mani e dei piedi. La cartilagine articolare  ha il compito di ridurre l’attrito tra le ossa che formano l’articolazione favorendone il movimento. Un’articolazione, quando normale, presenta un attrito così basso, che solo un uso veramente eccessivo o un trauma, riesce a logorarla.

Per evitare l’usura di un’articolazione è necessario che:

  1. non manchi il movimento, tranne se traumatico, che renda efficaci ed attive le varie parti che la costituiscono,
  2. il liquido sinoviale sia sempre presente in quantità sufficiente, rimanga fluido ed il suo pH si mantenga nei giusti valori.

ECOGRAFIA ARTICOLARE E MUSCOLO-TENDINEA “DEDICATA”

L’ECOGRAFIA è un metodo altamente affidabile, accurato ed economico per identificare le lesioni dell’apparato muscolo-scheletrico e guidarne visivamente il trattamentoNon meno importante è che l’ecografia è operatore-dipendente, ovvero è necessario avere delle buone conoscenze sia di anatomia umana normale che di anatomia ultrasonografica, di conoscenza delle malattie che andranno ad essere valutate, della rilevanza ai fini clinici di quanto visto in ecografia oltre a un continuo training SPECIFICO (ecografia dedicata). Con la dizione “dedicata” indichiamo anche un esame diagnostico eseguito da uno specialista in patologia articolare (nella fattispecie reumatologo) che conosce le malattie articolari da ricercare con la loro storia naturale e quindi ricerca le anomalie anatomo-patologiche pre-cliniche che preludono alla patologia in studio. Nella stessa seduta esegue anche l’esame obiettivo distrettuale che aumenta considerevolmente l’accuratezza diagnostica della metodica. Individuare lesioni precoci e spesso pre-cliniche, potenzialmente con terapia appropriata, permette quindi di  incidere sulla  loro storia naturale.

L’ECOGRAFIA ARTICOLARE  E MUSCOLO-TENDINEA DEDICATA FINALISTICAMENTE OSERA’ TENDERE AD UN “ANTI-AGING” ARTICOLARE E TENDINEO

INDIVIDUANDO PRECOCEMENTE:

  • LESIONI CARTILAGINEE PRE-ARTROSICHE E PRECLINICHE CON POSSIBILITA’ DI RALLENTARE O ANNULLARE L’EVOLUZIONE ARTROSICA E TENDINOSICA
  • LESIONI PARZIALI TENDINEE E LEGAMENTOSE SUBCLINICHE (CON SONDE AD ELEVATA FREQUENZA 10-13-20 MHz)
  • LE ARTRITI CRONICHE ALL’ESORDIO (sinoviti iniziali non rilevabili all’esame obiettivo, versamenti minimi ed erosioni pre-radiologiche).

 

TERAPIA INFILTRATIVA ECOGUIDATA

L’Ecografia DEDICATA permette di studiare con precisione accurata le strutture muscolo-articolari e diagnosticare malattie articolari all’esordio; l’utilizzo dell’ecografo con sonde sensibili (10-13 MHz) quindi ci permette di eseguire con maggior precisione diverse terapie locali, che ultimamente stanno prendendo campo nella terapia delle malattie reumatiche, nelle sedi target (infiltrazioni ecoguidate)

L’utilizzo dell’ecografia articolare dedicata permette inoltre di praticare con precisione lo svuotamento o il trattamento di alcune neoformazioni, con una minima invasività locale:

  • Studio e svuotamento di cisti (es. CISTI DI BAKER, GANGLI ARTROGENI DEL POLSO), di ematomi, ascessi ecc.

L’utilizzo della guida ecografica nella procedura infiltrativa consente di:

  • Ridurre il dolore della manovra infiltrativa
  • Raggiungere con precisione la sede anatomica sofferente (target)
  • Utilizzare la minima dose efficace di farmaco
  • Ridurre le sedute infiltrative
  • Facilitare il programma di terapia fisica e riabilitativa
  • Trattare i pazienti “non responders” o intolleranti alla terapia sistemica
  • Prevenire e ridurre gli effetti collaterali delle manovre infiltrative
  • Effettuare un accurato controllo per valutare il successo della terapia        (monitoraggio)

I farmaci utilizzati per le terapie intra-articolari e loco-regionali a livello articolare e peri-articolare sono:

1.    Acido ialuronico (viscosupplementazione)

2.    Cortisonici con anestetico

3.    PRP (Fattori di Crescita Piastrinici)

4.    Miscela di Ossigeno-Ozono

 

 

Negli ultimi anni si è sentito spesso parlare di cellule staminali e/o fattori di crescita piastrinici (PRP) nel trattamento delle patologie reumatiche, ortopediche, sportive e riabilitative. Per fattore di crescita (growth factor, GF) s’intende un gruppo di molecole in grado di favorire la riparazione e la rigenerazione tissutale dei tessuti affetti da una lesione (tendini, muscoli, cartilagine).

 I fattori di crescita sono “mediatori” capaci di ordinare la moltiplicazione e la trasformazione di determinate cellule immature (o staminali) in tessuto osseo, muscolare e tendineo. Attraverso la somministrazione locale di fattori di crescita, quindi, è possibile indurre una risposta «rigenerativa».

Si è scoperto che le nostre piastrine sono ricchissime di fattori di crescita e che, quindi, possono essere utilizzate per “rigenerare” i nostri tessuti lesionati. Con un semplice prelievo ematico si possono isolare le nostre piastrine per poi infiltrarle, sotto guida ecografica, nella sede della lesione muscolo-tendinea e/o articolare.

Il trattamento può essere eseguito ambulatorialmente, senza ricorrere a ricoveri ospedalieri e con la quasi completa assenza di effetti collaterali visto che le piastrine sono quelle prodotte dal nostro organismo e che l’infiltrazione viene eseguita sotto controllo ecografico.

Così facendo si può evitare l’intervento chirurgico e ottenere una guarigione con tempi di recupero molto più brevi e con un rapido ritorno alle attività di vita quotidiana e alle attività ricreative e sportive.